utopia d'amore 2

nuovi orizzonti nello scorrere dei giorni

Contatore

visitato *loading* volte





suoni



Le Onde
(Ludovico Einaudi)

LE MIE FOTO

www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from utopic. Make your own badge here.

martedì, 29 luglio 2008

Desiderio

Desidèri

Il blocco dello scrittore.
Che ovviamente non è quello dove appunto i pensieri, bensì quella forma di ritrosia a parlare di se stessi, a parlare degli altri e a parlare di se stessi agli altri.
Alle volte proprio a parlare.
Anche perchè lo scrittore, scrive.
Ma ha ragione Ade, gli alberi vanno innaffiati, pena l'appassimento.
Sono giorni strani, in cui mi sento incupito, che rifletto avviluppando i pensieri fra di loro, che rimugino sul senso di molte cose.
E' tipico di me seguire correnti ascensionali che mi portano a levitare verso lidi intriganti, verso desideri e sogni al di fuori della mia portata, verso attività mentali che mi assorbono completamente, salvo lasciarmi svuotato quando la realtà ritorna prepotente a farsi sentire.
Ho viaggiato abbastanza in questi giorni, ho sentito musica, scattato foto, assecondato l'impulso più profondo con rapidità, sterzando un giorno di botto, ad esempio, per andare a visitare un posto che mi era sempre sfuggito, ogni volta che percorrevo la strada che lo costeggia.
Ed il vivere realmente delle situazioni si è contrapposto in modo molto forte con l'alone di virtualità che mi ha accompagnato in questi ultimi tempi.
Di cui non riesco proprio ad immaginare una lontananza, ma che alla fine mi lascia una sorta di amaro in bocca, e non è un Averna.
Come stessi lentamente scoprendo la falsità di essere impalpabile personaggio e protagonista di tutto questo ambaradan che ho messo su negli anni.
Per scoprirmi intossicato alle volte alla ricerca di quella scintilla di positività in tutte le attività che seguo, senza a volte riceverne assolutamente nulla indietro. 
C'è sempre una gratificazione cercata dietro ogni cosa che si fa.
Ed alle volte si innescano aspettative che si autoingigantiscono fino ad essere ingestibili.
E l'unica maniera per tornare a livelli di ragionamento normale è troncare di botto l'escalation, con una assenza, pena il fortissimo rischio dell'effetto droga. Dunque cerco disperatamente la normalità in questi giorni, pur sapendo che la fiammata è sempre dietro l'angolo, che basta nulla e la mente ricomincia a seguire il nuovo desiderio da esaudire, la nuova gratificazione da cercare, il nuovo spunto per riflettere e consumare neuroni.
Perchè mi conosco.

Foto by Utopic


postato da: utopic alle ore 16:59 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, riflessioni, roma
giovedì, 05 giugno 2008

rosa02

One

Ogni anno, di questi tempi, si ripete questo piccolo miracolo.
Dal terreno del mio giardino, proprio accanto ad una siepe fittissima ed odorosa di rincospermum, spunta dal nulla questa vecchia rosa, piantata con molte speranze anni fa, e mai attecchita come desiderato. Anzi per molto tempo creduta morta.
Invece sotto la terra le sue radici hanno resistito a tutte le difficoltà, e come sempre, in questi giorni ancora una volta ho visto affacciarsi un piccolo stelo, che è cresciuto, lentamente ma in modo solido, ha raggiunto il mezzo metro ed infine un piccolo bocciolo si è formato, ingrandendosi, fino a divenire una superba rosa rossa vermiglio, dalle foglie vellutate e dal profumo intenso come un atto d'amore.
Me la sto godendo come si fa con le cose preziose, la osservo spiccare fra le stelle bianche del falso gelsomino, come fosse la regina in mezzo ai suoi fedeli sudditi.
E' un piccolo miracolo il fatto che non cresca più di così, che non replichi i suoi fiori dal profumo inebriante, ma che di fatto non riesca ad essere sconfitta dalle avversità.
Un esempio di solitudine forte e dignitosa, che mi trasmette gioia e voglia di vivere.
La dedico a chi vive questa solitudine con altrettanta dignità, a chi non ha un abbraccio in questo momento ma lo meriterebbe, a chi sa mostrare sempre i suoi colori ed il proprio profumo anche in mezzo a mille altri odori, ad altri mille colori, sicuro di non essere confuso nella massa.
Che sa essere sempre se stesso anche a costo di vivere soltanto pochi giorni da regina.
Che sia un piccolo segno di affetto, una piccola istantanea da riguardare quando le proprie radici soffrono, affondate con stanchezza in qualche terra inospitale.

Foto by Utopic


postato da: utopic alle ore 16:50 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, fiori, dedica
venerdì, 16 maggio 2008

infinito

Pensiero

Se la realtà non avesse il supporto del pensiero, non riusciremmo a sopravvivere.
Che grande invenzione il pensiero.
Con il pensiero puoi essere ovunque, in qualunque istante, con chiunque tu voglia.
Con il pensiero puoi uscire dal tuo corpo e volare, si, volare verso spiaggie assolate, per poi fermarti a guardare il mare ed annusare l'odore della salsedine che ti arriva dritta al cervello.
Puoi far scomparire questa orribile stanza piena di orribili computer ed avere intorno a te soltanto un mare d'erba, ed il sole e un cielo immenso e azzurro, ed il vento che ti spettina i capelli.
Puoi fuggire da questa gabbia e vivere intensamente ogni esperienza che vuoi, puoi stare accanto a chi desideri, prenderla, lasciarla, riprenderla e poi volare lontano e poi ritornare di nuovo, senza far male a nessuno.
Puoi farti tutti i film che ti pare nella tua testa, immaginarti storie e deciderne il finale.
Ed avere tante vite parallele, una con la tua famiglia, una da single, una da ricco, e perchè no, anche una da barbone, per capire, tanto campare con la fantasia è assolutamente gratis, senza canone e senza scatto alla risposta.
Che grande invenzione il pensiero.
Senza, la realtà a volte sarebbe assolutamente insopportabile.
Ma per fortuna che c'è lui.

Il pensiero.

Foto ed ironia by Utopic


postato da: utopic alle ore 14:16 | link | commenti (9)
categorie: pensieri, ironia
lunedì, 12 maggio 2008

hole

Grafite

La matita traccia segni sui fogli della vita, scrive e inventa parole, disegna sogni, ambizioni, desideri.
Poi la penna, dall'inchiostro indelebile, ricalca linee, soltanto alcune, e a volte deroga dal già tracciato e sconfina nell'indesiderato, a segnare eventi che non avremmo mai voluto vivere. Ed andando avanti ciò che resta sono i fogli in cui scriviamo, giorno per giorno, la nostra vita. E di quelle tracce lasciate dalla grafite e mai sottolineate dalla realtà della penna non rimane lentamente più nulla, cancellate dall'usura del tempo e dalla fragilità del loro essere. Soltanto segni scuri e netti, i nostri ricordi del già vissuto, con tutte le emozioni che ingialliscono con il tempo e i nostri sbagli sottolineati da pesanti cancellature che lasciano a galla l'ultima parola scritta, e non riescono a nascondere i segni netti di quanto è stato difficile correggerli.
E a volta parole scritte in altri colori si sovrappongono al nero dell'esistere e sono i soli segni di ciò che avrebbe potuto essere e che non è stato.

Voglio una matita, oggi, rivoglio ancora una matita fra le mani.

Voglio disegnare ancora ciò che resta del mio tempo e del mio futuro con la fantasia dell'incerto, scrivendo frasi e cancellandole finchè si è in tempo, fino a che l'inchiostro non le fissi, per poi riscriverle ancora, con migliore ingegno e più desiderio. E disegnare ancora il sole nel mio orizzonte con sfumature sottili ed accennate, fino a vederlo tramontare, per poi scrivere preghiere e vederlo ancora sorgere. Ed accennare soltanto dei tratti sottili o premere di rabbia la punta contro il foglio, voglio vederla scivolare su e giù, come il ritmo del mio cuore a riempire di sfumature il vuoto dell'assenza.
Voglio che quel foglio bianco che ho davanti si riempia di nuovo di tratti curvi e linee dritte, di parole e desideri, rivoglio ancora quel legno sottile dall'anima scura, spezzatosi un giorno per uno stupido errore.

Guardo le mie mani vuote e cerco di capire.

Foto by Utopic

  



postato da: utopic alle ore 10:44 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, riflessioni, sogni, gelosia, insonnia
lunedì, 14 aprile 2008

ritratto

Canzoni

E finisco sempre nello stesso vicolo, a sognare di giorni andati e a visualizzare immagini scolpite nella testa.
E finisco sempre per seguire i colori dei gialli campi di colza, delle verdi distese d'erba infinita, di un sole che muore come ogni giorno, finisco sempre per afferrare suoni che riempiono orecchie e cuore di sensazioni rotonde e gentili.
Finisco sempre lì.
Ai margini dell'anima che non si vuole arrendere alla normalità.
Mi perdo nel dolore e poi mi esalto nei crescendo interiori, con i quali vivo ogni aspetto di me stesso, come un uomo continuamente nuovo che però ripete se stesso, nella paura della non coerenza.

Finisco sempre per sognare degli occhi.
Che mi parlano di vita, che mi regalano emozione, che mi scrutano e che si fanno scrutare. Che aprono voragini di anime, e che si chiudono nel sonno.

Fuori un sole da innamorarsi e dentro una canzone che mi si è conficcata dentro, come solo succede alle cose più importanti.

And so we wait, night after night
to share that fate, through the eyes of Lara Moon.

Foto by Utopic, Modella Nikon- Photoshow 2008, song by Arena (The Eyes of Lara Moon)


postato da: utopic alle ore 15:23 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, musica, riflessioni, fotografia
venerdì, 01 febbraio 2008

palma all'alba

Cose

Già, perchè non ci si sente per un pò e sembra che tutto rimanga congelato all'ultimo post. Ma intanto tutto si muove, i giorni passano, i minuti scorrono, i secondi volano. E niente rimane al suo posto sebbene tutto sembri immobile, di quell'immobilità che puzza di deflagrazione detonante.
Ed intanto le cose di tutti i giorni vanno.
Si rompono occhiali, da vicino, da lontano, da sole, da compagnia, per l'ennesima volta, che l'ottico si è fatta casa con i miei soldi.
Si fanno sogni e nemmeno in quelli si riesce a stare serii, sognando Prodi che chiede a Mastella di essere Clemente prima del voto.
Si rimane "mutui" davanti all'estratto conto, e si lavano macchine un giorno si e uno no, che lavoro nel Bronx.
Si fanno foto agli altri e le uniche che si ricevono sono quelle dell'autovelox, che ho superato i 50, anche se di poco  e non è che si veda così tanto.

Si leggono libri e la poesia allora si sposa con l'immagine, riducendo le distanze.
Si ascoltano animi affamati d'amore e si perdono e ritrovano sperduti vagabondi della parola.
E se anche la musica non scavalca certi muri, la parola per fortuna ancora non la ferma nessuno.
Che certe cose non sono mai uguali a come te le immagini, ma anche meglio, a volte, per dire.
E tutto quello che faccio io sono soltanto cose.
Ma cose fatte con il cuore.
Che i brividi, quelli giusti, sono le cose prioritarie.
Come la posta.

Foto all'alba by Utopic


postato da: utopic alle ore 17:57 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, amici, comics, cose, bloggers
venerdì, 28 dicembre 2007

convergenze

Convergenze

Dopo l'abbuffata di questo racconto, che mi ha dato molta soddisfazione scrivere, questo è probabilmente l'ultimo post dell'anno.
Forse anche l'ultimo del blog.
Di questo blog almeno, non so, devo ancora decidere se continuare o meno.
Per come mi sento oggi lo chiuderei senza esitazione, così come ho già chiuso le porte d'accesso a tutto quello che ho dentro, per non far entrare nè far uscire nulla.
Forse le feste natalizie hanno il potere di destabilizzare le abitudini e mi scopro oggi compulsivamente attaccato a queste abitudini di parlare, dire, sentenziare, opinare, confortare gli altri, senza accorgermi di aver raggiunto un grado di opulenza interiore che mi sta soffocando e non mi fa più stare a contatto con ciò che desidero veramente.
Non sono più libero con me stesso, sto diventando schiavo di dover essere quello che sono, e questo mi impedisce di cambiare, o per lo meno di poter decidere se farlo o no.
Ci sono epoche per vivere quello che hai in mano, ed epoche per costruire ciò che avrai in mano nel prossimo futuro. Ed epoche in cui tutto converge verso un punto ben definito in cui farai i conti con te stesso.
Mi ci sto avvicinando, lentamente ma inesorabilmente.

Ciò che il futuro mi riserva dipende, si, da tante cose, ma soprattutto dalla mia capacità di desiderare ancora.
Ed in questo modo sto strangolando ogni possibilità di essere veramente libero, dentro e fuori.
Libero di amare, certamente, ma anche di dare la giusta importanza a tutte quelle persone che contano per me, al di sopra di ogni schema e contesto.
E gratificare chi mi gratifica, e allontanare tutto ciò che mi dà fastidio.

Dunque vi auguro buon anno e ribadisco il mio augurio che la voglia di vivere bene se stessi prima di ogni altra cosa, sia sempre il primo obiettivo per ognuno di noi.
Da non dimenticare mai.
Ci sentiamo presto.

Foto by Utopic


postato da: utopic alle ore 14:36 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, auguri, pausa, bloggers
mercoledì, 07 novembre 2007

campagna

Voglie

Quanto tempo sprecato a fare cose inutili. Spesso ho questa sensazione. Il mio lavoro non mi piace più, dopo anni che lo faccio e con le dovute trasformazioni, visto che invece agli albori della carriera ero un appassionato e passavo moltissimo tempo a sperimentare soluzioni informatiche, lo vivo come una cosa insopportabile.
Alle volte penso che avrei dovuto seguire gli istinti e partire, andare, scapparmene appresso al fiuto che spesso mi tormentava segnalandomi una strada da percorrere spesso buia e piena di incognite ma anche di fascino.
Oggi ero tormentato dalla sensazione di voler essere lontano.
Avevo addosso la voglia di percorrere una strada, seguendo quel meraviglioso sole che rendeva tutto più luminoso.
Fare delle stupide soste in qualche stupido autogrill.
Fermarmi poi a dormire in una di quelle anonime pensioncine che si incontrano e che odorano di sconosciuto.
E mentre le mani, ipnotizzate dal lavoro battevano stanche sui tasti del mio PC, avrei voluto usarle per toccare oggetti, indicare direzioni, afferrare mani e stringere il volante, premendo sempre più sull'acceleratore, verso l'ignoto.

Ho davvero un sogno.
Un paese lontano che ho sfiorato più volte ma nel quale non sono mai riuscito ad arrivare, soprattutto in tempo per vedere uno spettacolo che mi attira in un modo viscerale.
Norvegia, sole a mezzanotte.
Il mio prossimo obiettivo.
Al solo pensiero la Nikka nitrisce come una puledra.

Foto by Utopic

 

 


postato da: utopic alle ore 17:12 | link | commenti (10)
categorie: pensieri, viaggi, vacanze, fotografia
martedì, 23 ottobre 2007

felicità

Who wants to live forever ?

C'è un senso di pace in questa voce che oggi mi sta prendendo dentro.
C'è tutto quello che è in grado di trasportarmi in altra dimensione fatta soltanto di pensieri.
Ma dov'è allora la verità?
Può essere questa vita solamente un passaggio sopra un palcoscenico dove noi recitiamo la nostra parte, breve o lunga, importante o remota che sia?
E perchè i pensieri ti trasportano invece in luoghi dove tutto sembra eterno ed infinito?
Il senso del passato e del futuro si rompe contro il muro del presente, dove tocchi con mano la realtà ed il tuo essere mortale e fragile.
E negli occhi di lei c'era la stessa fragilità e lo stesso stupore, mentre, lo sguardo fisso, stava viaggiando verso l'immortalità dell'immaginare, in uno scenario dove tutto era colori.
E l'incrociare di quegli occhi lo faceva partecipe di quel viaggio come se fosse stato invitato a salire. Per pochi secondi fatti di uno sguardo intenso, come una porta aperta verso la propria anima. Per poi ritornare fisso, direzionato verso il nulla, che invece è il tutto, per chi sa volare verso i lidi dell'interiorità.
E stringendo quel bicchiere, quasi vuoto ormai, sembrava lasciare dietro ogni preoccupazione ed accoccolarsi a guardare il sole che stava addormentandosi in una festa di colori.
Ed io seguivo il filo di quella voce, che musicava l'eterno, inseguito e mai raggiunto, in una consapevolezza che è solo il presente che puoi toccare e fermare, e soltanto per un attimo.
Ed i miei pensieri continuavano a viaggiare, a rincorrere anime, per prima la mia, lasciata fluttuare ad inseguire  sogni.
Come sempre.

Foto by Utopic
 


postato da: utopic alle ore 09:19 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, mare, musica, riflessioni